CENTOCINQUANTANNI.IT è una iniziativa:

LIBRI
Giorgio Napolitano
Una e indivisibile. Riflessioni sui 150 anni della nostra Italia
Le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia hanno visto una partecipazione popolare al di là di ogni aspettativa; si è così mostrata la profondità delle radici del nostro stare insieme come nazione, come Italia unita. Le parole scolpite nella Costituzione per definire la Repubblica - "una e indivisibile" - hanno trovato un riscontro autentico in milioni di italiani. Secondo la Carta costituzionale, il Presidente della Repubblica "rappresenta l'unità nazionale". Giorgio Napolitano ha colto ogni occasione per dare risalto alle ragioni di dignità e di orgoglio nazionale che ci offre la storia del movimento di unificazione. Questo libro tocca gli aspetti salienti di quel processo: la sapiente architettura ideata da Cavour, lo slancio eroico suscitato da Garibaldi, la partecipazione della società meridionale alla costruzione dell'Italia unita, i legami del movimento per l'unità nazionale con le esperienze europee, l'azione unificante della lingua e della cultura. Napolitano non nasconde le zone d'ombra e le promesse non mantenute, in particolare lo squilibrio tra Nord e Sud e l'attuazione parziale di quell'autonomismo ben presente nelle visioni risorgimentali e infine nel dettato della Costituzione repubblicana. Ma proprio la consapevolezza delle durissime prove che l'Italia è stata costretta a superare per diventare un grande, moderno Paese europeo deve darci quella fiducia indispensabile per superare le ardue sfide che ci attendono.
Rizzoli ed. 2011


Gigi Di Fiore
Controstoria dell’Unità d’Italia. Fatti e misfatti del Risorgimento.
L'unità d'Italia è un valore indiscutibile, ma come è stata raggiunta? Dei 22 anni dall'esplosione rivoluzionaria del 1848 alla breccia di Porta Pia nel 1870, molti episodi rimangono nell'ombra: il bombardamento piemontese di Genova del 1849, i plebisciti combinati per le annessioni del Centro Italia, le agitazioni manovrate da carabinieri infiltrati, la corruzione e gli appoggi mafiosi e camorristici alla marcia trionfale di Garibaldi, la guerra civile del brigantaggio, le leggi anti-cattoliche. Con il piglio narrativo del giornalista e basandosi su una ricca scelta di documenti inediti, Gigi Di Fiore sfata i miti del Risorgimento, portando alla luce fatti troppo a lungo rimossi.
BUR Rizzoli, 2010


Christopher Duggan
La forza del destino. Storia d’Italia dal 1796 ad oggi
Italia figlia benedetta della Provvidenza, o piuttosto Italia incorreggibile pecora nera del Vecchio Continente? Da quando è nata tra alti clamori sconvolgendo l'equilibrio geopolitico europeo - la più giovane delle grandi nazioni occidentali è una fucina di ambizioni e frustrazioni, slanci e sconfitte. "Fin dal principio, la nazione italiana è stata difficile da definire e ancora più difficile da costruire; e malgrado gli sforzi di poeti, scrittori, artisti, pubblicisti, rivoluzionari, soldati e politici di vario colore, la fede nell'ideale dell'Italia non ha avuto lo sviluppo auspicato da tanti patrioti. È d'altronde possibile che l'insistenza con cui il progetto di 'fare gli italiani' è stato perseguito fino alla seconda guerra mondiale abbia finito col risultare controproducente, contribuendo a erodere la credenza nei valori nazionali collettivi. Al principio del nuovo millennio, l'Italia continua ad apparire un'idea troppo malcerta e contestata per poter fornire il nucleo emotivo di una nazione, o almeno di una nazione in pace con se stessa e capace di guardare con fiducia al futuro." Christopher Duggan ricostruisce oltre due secoli di storia italiana, dalla deludente invasione napoleonica di fine Settecento ai nostri giorni.
Laterza editore, 2011


AA.VV.
Malaunità. 1861-2011 centocinquat'anni portati male. Con CD Audio
Malaunità è un piccolo dossier realizzato da un gruppo di giornalisti che tenta di affrontare l'argomento "unificazione" in modo diverso.
Spazio Creativo Edizioni, 2011 (Collana Visto dal Sud)


Michele Taddei
Siamo onesti! Bettino Ricasoli, il Barone che volle l’Unità d’Italia.
Sul barone Bettino Ricasoli (1809-1880), sindaco di Firenze e secondo presidente del Consiglio del Regno d'Italia dopo Cavour, sono già state scritte molte pagine, in particolare in relazione alla sua intensa e appassionata attività politica incentrata nel perseguimento dell'Unità d'Italia. Così come molto sappiamo del suo ruolo di moderno sperimentatore e imprenditore agricolo, codificatore di quella formula che rese famoso il "suo" Chianti nel mondo. Poco sappiamo invece del Bettino "privato", dell'uomo che mal sopportava la livrea imposta dal rigido protocollo della corte sabauda; oppure di quel Bettino che si rinchiudeva nel suo castello di Brolio per condurre insieme ai suoi familiari una vita scandita da regole e orari a dir poco monastici.
Giunti Editore, 2010


Gianluca Formichi
Il Risorgimento. Dai primi moti all’Italia unita.
Il "ciclone" della rivoluzione francese di fine Settecento lambisce anche la frammentata penisola italiana. Tra i primi maldestri tentativi di moti costituzionali locali e quelli europei del 1848, prende forma il "Risorgimento", un processo di rinnovamento culturale, politico e sociale che darà luogo alla nascita del regno d'Italia. "Padri" dello Stato italiano tre personalità tanto diverse quanto complementari: Mazzini e il movimento democratico, Cavour e l'abilità diplomatica dei moderati e Garibaldi, la "sciabola della rivoluzione".
Giunti editore, 2010


Bartolomeo Di Monaco (a cura di)
Il Risorgimento visto da “Il Conciliatore Toscano” del 1849
Gli avvenimenti del Risorgimento visti come mai prima in un libro, attraverso la cronaca del tempo, giorno dopo giorno: dai dispacci ai resoconti pubblicati dal Conciliatore toscano nel 1849. Potremo seguire dunque, come accadessero oggi, gli avvenimenti più significativi: dall’entrata in guerra di Luigi Napoleone, che il 24 aprile inviò il generale Oudinot per abbattere la Repubblica romana, all’invasione di Firenze da parte dell’Austria, il 25 maggio. Leggeremo degli spostamenti di Garibaldi lungo la penisola, il viaggio verso l’esilio a Oporto di Carlo Alberto, e tanti altri episodi che ci trasporteranno e ci faranno rivivere quegli anni lontani.
Marco Valerio ed., 2011


Bianca Gera, Giovanni Giolito, Paolo Pitotto, SAndro Revellino, Diego Robotti, Ermanno Sacchetto
Le Società operaie di Mutuo Soccorso, il Risorgimento e l’Unità d’Italia (Atti del Convegno di Pinerolo organizzato dal Coordinamento Regionale delle Unitre del Piemonte)
Furono i pinerolesi, nel 1848, a fondare la prima Società di mutuo soccorso d’Italia, avviando una lunga storia di solidarietà e di emancipazione. La cultura dominante riteneva il popolo incapace di amministrare la cosa pubblica, ma furono proprio le Società di mutuo soccorso a creare e diffondere il sentimento patriottico unitario. Furono palestra politica, luogo di affermazione femminile e di crescita sociale e culturale dell'intera Nazione. Accanto ai protagonisti e alle protagoniste del Risorgimento, ad avviare e realizzare il progetto unitario italiano contribuirono in modo sostanziale anche un altro tipo di uomini e donne: persone semplici, lavoratori, operaie, contadine. Il ruolo delle SOMS spaziò dall'assistenza alla previdenza, all'edilizia popolare, fino alla tutela della salute nelle fabbriche.
Marco Valerio Editore, 2011


Livia Langiano
Il Risorgimento e il Brigantaggio (un Olocausto tutto italiano)
L'autrice, con documentazione alla mano, ha ripercorso tutto il periodo storico del risorgimento. È un libro che fa riflettere e che porta alla luce i fatti e misfatti degli invasori del sud
Global Press Italia, 2010


Angelantonio Spagnoletti
Storia del regno delle Due Sicilie
La storia del Regno delle Due Sicilie è compresa in poco più di un secolo: dal 1734, quando don Carlos di Borbone si insediò a Napoli come primo re di un regno autonomo, dopo due secoli in cui il sud d'Italia era stato dominato dalla Spagna e dall'Austria, all'ottobre 1860, quando un plebiscito sancì l'unificazione al regno dei Savoia. Dopo un inquadramento fattuale del Regno, questo libro prende in esame la dinastia borbonica e la nobiltà, nonché i re "napoleonidi" che regnarono nel decennio francese (1806-15), e studia la struttura amministrativa della monarchia, il rapporto con la Chiesa, la riforma costituzionale, il conflitto con la parte siciliana del Regno, la situazione economica. Vengono infine sintetizzati gli eventi che portarono al dissolvimento del Regno dinanzi all'impresa garibaldina.
Il Mulino ed., 2008


Gigi Di Fiore
I vinti del Risorgimento. Storia e storie di chi combattè per i Borbone di Napoli
Quasi tremila morti, migliaia di dispersi e deportati: fu questo il Risorgimento per i vinti nel Mezzogiorno d'Italia. Dallo sbarco di Garibaldi fino alla capitolazione dell'esercito delle Due Sicilie a Gaeta passarono appena nove mesi. Tanto bastò a sfaldare un regno, che la dinastia dei Borbone aveva guidato per 127 anni. Su quel tracollo solo ora emerge, finalmente nella sua interezza, uno spaccato da conquista militare: diplomazia, forza delle armi e politica riuscirono a creare le condizioni per un annessione al Piemonte, che violava le norme del diritto internazionale, realizzata con i fucili senza il consenso delle popolazioni. In poco tempo le regioni meridionali, con 9 milioni di abitanti, furono "italianizzate": azzerati monete, codici penali e civili, burocrazie. Tra il 1860 e il 1861 gli sconfitti, protagonisti di questa ricostruzione storica, furono soprattutto migliaia di pastori, carbonari e contadini del Matese, delle Puglie, delle campagne salernitane, della Sicilia, dei Tre Abruzzi, del contado del Molise, della Calabria, di Napoli. Un esercito di oltre 50 mila uomini: meridionali, a difendere quella che allora era la loro Patria. Su quei mesi, sui militari, sulla generazione che realizzò in concreto il Risorgimento, sia nella vittoria sia nella sconfitta, l'Archivio Borbone è una miniera ancora poco esplorata.
Edizioni UTET Università, 2004


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Gennaro De Crescenzo
Contro Garibaldi. Appunti per demolire il mito di un nemico del Sud
A circa un secolo e mezzo dall'unificazione italiana, è necessario parlare di soldi rubati, saccheggi, popoli massacrati, paesi devastati, milioni di meridionali deportati verso paesi sperduti. E non ci sono alternative: o Garibaldi fece l'Italia unita con tutte le responsabilità e le conseguenze ancora vive sulla nostra pelle o non si capisce perché ne parliamo ancora e magari lo celebriamo per anniversari o bicentenari. Documenti o meglio prove alla mano, Garibaldi va riletto o meglio "processato" per la falsità del suo eroismo, per l'immoralità del suo comportamento (invase senza dichiarazione di guerra un regno pacifico), per i danni morali e materiali subiti dal Sud (con lui finì il tempo dei primati borbonici e iniziò una "questione meridionale" prima sconosciuta e tuttora irrisolta). O Garibaldi non sapeva nulla di quanto gli accadeva intorno, non si accorgeva che nel suo nome venivano imprigionate, torturate e massacrate migliaia di persone e non si potrebbe assolverlo in alcun modo; o Garibaldi era consapevole e artefice di tutto questo. In entrambi i casi ci si allontana per sempre dall'immagine di "eroe senza macchia e senza paura" diffusa dalla storiografia ufficiale.
Editore Il Giglio, 2006


Alfonso Scirocco
Garibaldi. Battaglia, amori, ideali di un cittadino del mondo
Eroe senza ideologie, perfetta incarnazione del mito romantico, spirito fiero e incorruttibile. Una leggenda le sue imprese, un romanzo di avventure la sua vita. Racconto e verità in un ritratto inedito di Garibaldi. Alfonso Scirocco, docente di Storia del Risorgimento presso la Facoltà di Lettere dell'Università Federico II di Napoli, fa parte del Consiglio di presidenza dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, della Commissione nazionale per la pubblicazione dei caretggi di Cavour e delle Commissioni per le edizioni nazionali degli scritti di Mazzini e di Garibaldi.
Laterza Editore 2007


Gerlando Lentini
La bugia risorgimentale. Il Risorgimento italiano dalla parte degli sconfitti.
Godibilissimo compendio di storia risorgimentale. Ripercorre con intelligenza e scrupolo di particolari tutte le vicende che portarono, circa 150 anni orsono, all'unificazione nazionale. Fatti e personaggi passati sotto la lente d'ingrandimento di chi non ha condiviso, giustamente, la retorica risorgimentale ed i suoi protagonisti. I c.d. 'Padri della Patria' (Cavour, Mazzini . Garibaldi e Vittorio Emanuele II),vengono inquadrati nella giusta prospettiva di fanatici ed arbitrari individualisti, venduti alla causa del profitto personale oltre che della scellerata colonizzazione piemontese del Meridione in funzione antinazionale, anticlericale, antipopolare ed antiborbonica, mediante la cospirazione massonica europea (Inghilterra - Francia - Germania) e mondiale. Utile lettura. Per capire. Solo per capire meglio la nostra realtà attuale
Il Cerchio ed., 1999 (collana Gli archi)


Denis Mack Smith
Il Risorgimento italiano. Storia e testi
Dagli anni della Rivoluzione francese alla morte di Cavour, Denis Mack Smith brillante storico inglese e fra le voci più autorevoli sulla storia d'Italia demistifica molti luoghi comuni sul Risorgimento, attraverso la voce stessa dei protagonisti. Con l'avvertenza che "i documenti, bisogna ricordare, non sono la storia, ma gli elementi che contribuiscono a fare la storia", in queste pagine vengono riportati gli scritti e le testimonianze di Filippo Buonarroti e Eleonora de Fonseca Pimentel, Metternich e Manzoni, Mazzini e Garibaldi, Gioberti e Pio IX, Carlo Alberto e Carlo Pisacane, Vittorio Emanuele II e Cavour, Giuseppe Massari e Carlo Cattaneo. Ogni documento è introdotto da acute riflessioni di Mack Smith e il risultato è una immagine viva e palpitante di un periodo che ha profondamente trasformato la penisola italiana. In questo volume il lettore è messo a diretto contatto con testi di quegli anni: pagine intense il cui filo conduttore dello svolgersi degli eventi nasce da passioni politiche, ambizioni personali, ideali di popoli e interessi di singoli, aspirazioni rivoluzionarie, vittorie e sconfitte da cui è nata l'Unità d'Italia.
Laterza editore, 2010 (Biblioteca storica)


Mario Isnenghi (a cura di).
I luoghi della memoria (Personaggi e date dell’Italia unita)
Come tutte le storie viste dal lato 'minore', anche quest'opera è in bilico sul filo di un affetto autoironico, a tratti un po' disperato e perfino nostalgico. Quasi che quella 'umile Italia' che si nutriva di aneddoti vissuti, saporite banalità, infatuazioni ed equivoci collettivi, entusiasmi mal riposti, venga oggi guardata dall'alto (o dal basso) di un paese diventato di plastica. (Nello Ajello, "la Repubblica")
Laterza Editore, 2010 Biblioteca universale Laterza


Di Paolo P., Battaglia F.M.
Scusi, lei si sente italiano?
Guardando ai sondaggi per il 150° dell'Unità nazionale, due italiani su tre sono orgogliosi di essere tali. Quando però si tratta di spiegare perché, tutto si fa più complicato. "Cosa ci tiene insieme?" è la domanda che meno invecchia, in questo Stato ancora giovane. Per non fermarsi a monumenti (difficili) o stereotipi (troppo facili), due giovani autori, che fanno mezzo secolo insieme, si sono guardati alle spalle. Hanno messo il naso dentro quotidiani e riviste pubblicati tra il 1900 e i primi anni Duemila e hanno raccolto le voci di giornalisti, scrittori e intellettuali, come in un'inchiesta a ritroso. Da Gramsci a Bobbio, da la Capria a Veronesi, passando per Scalfari e Montanelli, si sommano indizi e giudizi, rabbie e speranze. I tic, le eterne maschere italiane, da Arlecchino a don Abbondio; i momenti drammatici o felici della storia unitaria, la memoria e le memorie; la vita quotidiana (che cos'è esattamente 'una giornata da italiani'?). Tutto entra in gioco nel rispondere alla domanda "Scusi, lei si sente italiano?". Per approdare a una risposta razionale e sentimentale insieme, però ferma. Cercata lontano, ma proietatta al futuro.
Laterza ed. 2011


Roland Sarti
Giuseppe Mazzini. La politica come religione civile
Chi avesse dubbi sul rilievo del pensiero politico di Mazzini, legga la biografia scritta da Roland Sarti. (Maurizio Viroli, "Tuttolibri"). Un Mazzini diverso. Un racconto vivace e in varie parti coinvolgente. (Arturo Colombo,"Corriere della Sera"). Attingendo sempre di prima mano alla mole di carteggi privati e scritti pubblici, ma anche confrontandosi con ammirevole disinvoltura con la ricca storiografia esistente, Sarti restituisce di Mazzini una immagine integrale. (Maurizio Ridolfi, "L'Indice")
Laterza editore, 2005


Antonio Maria Orecchia
La difficile unità: storia di ieri, cronaca di oggi
Il volume ripercorre il Risorgimento italiano attraverso i grandi e i piccoli episodi, i sentimenti, i grandi ideali ma anche le contraddizioni e gli scontri tra le diverse anime politiche e culturali che vissero quell'epoca. I protagonisti di quella epopea - da Mazzini a Garibaldi, da Carlo Alberto a Vittorio Emanuele II, da Cavour a Verdi - vengono "lasciati parlare" attraverso i loro scritti, i discorsi ufficiali e ufficiosi, gli epistolari. Tali riflessioni, intrise di speranze e delusioni, consentono infatti di comprendere non solo i motivi che fecero nascere e diffondere l'idea di Nazione e di "Italia" ma, al contempo, le scelte decisive che lasciarono in eredità problemi irrisolti e per molti ancora attuali: federalismo e centralismo, la questione meridionale, il complicato rapporto con la Chiesa. Il libro affronta, per la prima volta, "cosa sia rimasto" del Risorgimento oggi, e ripercorre il serrato e polemico dibattito che negli ultimi anni, sulle pagine dei principali quotidiani italiani, ha visto contrapporsi intellettuali, opinionisti e uomini politici di fama nazionale. Un dibattito che, non a caso, ha fatto parlare di "Assalto al Risorgimento".
Oltre edizioni (collana Passato prossimo), 2011


Alberto M. Banti
La nazione del Risorgimento. Parentela, santità e onore alle origini dell'Italia unita
Il Risorgimento fu la rinascita della nazione italiana, l'epopea di una comunità oppressa che, finalmente, si risvegliava e rivendicava i propri diritti. Ma, a quell'epoca, cosa fosse effettivamente la nazione italiana era una questione che lasciava in dubbio perfino numerosi intellettuali che iniziarono a difenderne i diritti politici. Chiunque avesse guardato con attenzione alla realtà non avrebbe faticato a riconoscere che la nazione italiana non aveva alcuna radice nell'esperienza di molti di coloro che vivevano nelle più diverse parti della penisola. La nazione, dunque, non fu nient'altro che una costruzione retorica, dotata però di una straordinaria forza comunicativa, tale da convincere molti dell'esistenza di una comunità che, in effetti, non esisteva affatto. "La nazione del Risorgimento" esplora questa sorprendente operazione; ricostruisce i meccanismi attraverso i quali un pugno di intellettuali di inizio Ottocento narrarono la nazione; descrive i simboli, le immagini, le figure e i valori cui ricorsero per sollecitare la militanza patriottica; esamina la ricezione dei loro testi da parte di coloro che aderirono al movimento risorgimentale; cerca, insomma, di spiegare perché giovani e agiati signori decisero di farsi patrioti, rischiando la prigione, l'esilio, la vita.
Edizioni Einaudi, 2011


Giovanni Fasanella, Antonella Agrippo
La storia del Risorgimento che non c'è sui libri di storia (Saggi)
L'Italia non è cambiata. È diventata quello che oggi è perché è nata così ed è stata raccontata in un certo modo. La retorica risorgimentale, piena di nobili intenti, eroi senza macchia, politici geniali e lungimiranti, è stata il tappeto sotto cui abbiamo nascosto la polvere della nostra storia per centocinquant'anni. E così, se oggi si vuole capire questo Paese "malato", affetto da vizi endemici che paiono inestirpabili, forse sarebbe bene ripercorrere i primi giorni della sua vita. E ciò che fa questo libro, andando a riannodare un filo rosso fatto di intrighi, malavita e malaffare che ha il suo capo proprio nel modo in cui l'Unità fu prima realizzata e poi gestita. Il trasformismo in politica, la corruzione, la tendenza a scendere a patti con i poteri forti, a utilizzare agenti segreti per scopi non istituzionali, a servirsi della criminalità, a sfruttare per ragioni di Stato l'opera di terroristi e rivoluzionari
Sperlig & Kupfler Editore, 2011


Massimo L. Salvatori
L’Italia e i suoi tre stati
Noi ragioniamo di centocinquant'anni di Italia unita, ma non dobbiamo perdere di vista che l'unità italiana ha conosciuto tre fondazioni. Alla prima fondazione, che ebbe luogo a conclusione del Risorgimento e diede vita nel 1861 allo Stato monarchico liberale, seguirono la seconda nel 1922-25 con la formazione dello Stato fascista e la terza nel 1945-1947, dopo la fine della guerra civile e della Resistenza, che costituì lo Stato democratico repubblicano. Fondazioni di 'tre Italie' prodotte una dalla fine degli antichi Stati e le altre due da crolli o crisi di regime. Non deve sfuggire che ciascuno di questi eventi segnò la nascita di una 'nuova Italia', con un inevitabile lascito di laceranti discordie. L'Italia del Risorgimento si ammantò della virtù di avere finalmente ridato alla penisola l'indipendenza perduta nel Cinquecento, di aver posto fine alla secolare frammentazione e congiunto lo Stato nuovo agli Stati liberali d'Europa, con l'estensione delle istituzioni del Piemonte al resto del paese. Poi il fascismo si assegnò la gloria di rappresentare un secondo Risorgimento, che faceva rivivere l'anima migliore del primo e dava vigore a quell'unità nazionale che prima era propriamente mancata: un'unità eretta sulla fine degli antagonismi politici e sociali, sulla raggiunta concordia tra capitale e lavoro, sul governo di un capo infallibile, sulla riconciliazione tra lo Stato e la Chiesa e sull'ingresso della nuova Italia nel novero delle grandi potenze d'Europa.
Laterza editore, 2011


AA.VV.
Storie e racconti torinesi del Risorgimento
Questo libro fa parte dell’attività di formazione culturale dell’Associazione Volarte. Le storie e i racconti sono le trascrizioni letterarie delle conferenze di formazione tenute da Volarte nel 2010 e dedicate ai temi del Risorgimento. Molti dei racconti descrivono palazzi, piazze, strade e monumenti, per cui il libro può rappresentare una guida culturale per percorsi da effettuare nella città di Torino
A cura di VOLARTE, Associazione di volontariato culturale, 2011


David Gilmour
Porsuit of Italy, A History of a Land, Its Regions and Their Peoples
Visiting a villa built by Lorenzo de Medici outside Pisa, David Gilmour fell into conversation about the unification of Italy with a distinguished former minister: '"You know, Davide," he said in a low conspiratorial voice, as if nervously uttering a heresy, "Garibaldi did Italy a great disservice. If he had not invaded Sicily and Naples, we in the north would have the richest and most civilized state in Europe." After looking round the room at the other guests, he added in an even lower voice, "Of course to the south we would have a neighbour like Egypt."' These words stayed in the author's mind for a long time. The dream of a unified Italy, how and why it has never been more than a dream, became the subject of a book he has been thinking about and writing for the last twenty years. Was the elderly Italian right? "The Pursuit of Italy" traces the whole history of the Italian peninsula since the Romans in a wonderfully readable style, full of well-chosen stories and observations from personal experience, and peopled by many of the great figures of the Italian past, from Cicero and Virgil to Machiavelli and the Medici, Garibaldi and Cavour, and the rather less inspiring political figures of the 20th century.
A/L Pen Press, 2011


Marco Severini
Piccolo profondo Risorgimento
Il libro si snoda attraverso percorsi differenti che mettono a fuoco problemi tipici non solo dell’Italia che fu, ma di quella che è: un’educazione sempre più labile; la preoccupante carenza di morale e di senso del dovere negli italiani; il problema della partecipazione politica e civile; il ruolo propositivo delle donne; la difficoltà di studiare la storia e di farla percepire non già come un informe matassa di nozioni, ma in quanto consapevole riflessione su di un passato comune e travagliato. Questo e molto altro si trova in un libro agile e scorrevole che si apre con l’elaborazione del pensiero politico mazziniano e si chiude con l’avvincente storia di Cristina Trivulzio di Belgioioso, colei che Carlo Cattaneo definì “la prima donna d’Italia”, per l’amore inesausto e disinteressato con cui si votò alla causa dell’unità e dell’indipendenza italiana.
Liberlibri, Macerata, 2011


Umberto LEVRA (a cura di)
Cavour , l’Italia e l’Europa
Privo del fascino di un Mazzini o di un Garibaldi,e meno amato di loro, Cavour è stato però il vero artefice del processo che ha condotto all'unità d'Italia. Quello che gli stava a cuore era soprattutto, più che l'unificazione, la modernizzazione politica ed economica del paese: il che voleva dire, per lui, l'instaurazione di uno stato liberale, di un'economia di mercato sul modello inglese, di relazioni con la chiesa fondate sulla reciproca autonomia. L'unità d'Italia fu così resa possibile da una politica lungimirante che guardava al di là dei confini, senza indulgere a sogni rivoluzionari o a sterili avventure. Questo volume al quale hanno collaborato alcuni dei maggiori studiosi italiani dell'Otto-Novecento (A. Viarengo, S. Montaldo, M. L. Salvadori, L. Cafagna, F. Traniello, U. Levra, G. Galasso, E. Di Nolfo) delinea i complessi rapporti tra il programma cavouriano e la sua realizzazione, avviando una riflessione sul processo di unificazione del paese e sull'eredità di Cavour.
Edizioni Il Mulino 2011


Fulvio Peirone, Gian Savino Pene Vidari, Rosanna Roccia
Per Torino da Nizza e Savoia
Tra i documenti dell’Archivio Storico del Comune di Torino c’è un fondo di grande suggestione e fascino, di indiscutibile validità, contenente cinque grossi volumi, in cui sono raccolti gli atti di cittadinanza di circa 1500 Nizzardi e Savoiardi che decisero di rimanere cittadini del Regno di Sardegna, e quindi italiani, quando nel 1860 Nizza e Savoia furono cedute alla Francia. L’A., Fulvio Peirone, studioso, funzionario dell’Archivio Storico della Città di Torino, ha rilevato le informazioni salienti riguardanti ciascun personaggio, provenienza, professione, parentele, informazioni personali di grande interesse. Gli ampi saggi di Paola Casana, Bénédicte Decourt Hollender, Enrico Genta, Gustavo Mola di Nomaglio, Gian Savino Pene Vidari, Rosanna Roccia, Michele Roscboch e Olivier Vernier incorniciano il documento torinese nel quadro storico-giuridico e lo collocano nella prospettiva degli avvenimenti storici e sociali, in dialogo con le ricerche nizzarde, coinvolgendo le Università di Torino e di Nizza, premessa per un confronto successivo con le Istituzioni savoiarde. Il volume vuol essere un omaggio alla storia di Torino che ha visto proprio nel 1860 e 1861 il culmine del processo di unificazione e conosciuto il ruolo di capitale, ma vuol essere anche un importante ricordo di quelle persone divenute torinesi per costruire insieme l’Italia del futuro
Edizioni del CENTRO STUDI PIEMONTESI 2011


In collaborazione con il Rotary International Distretto 2030, 2011
1861-1961 Torino 2011, ristampa dell'album di figurine del Centenario dell'Unità d'Italia
Nel quadro delle iniziative realizzate in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, si inserisce la riproduzione della collezione completa di “figurine”, del 1961 per il centenario dell’Unità italiana. L’Album delle “figurine” era corredato di alcune brevi didascalie di inquadramento, che dovevano collocare ogni pezzo nel suo contesto risorgimentale ed indicare ai giovani raccoglitori i personaggi e le vicende salienti che avevano portato in un secolo all’unità politica della nostra penisola
 


Piero Ottone
CAVOUR – Storia pubblica e privata di un politico spregiudicato
Molti hanno parlato del Cavour grande statista, pochi del Cavour uomo. Del "grande tessitore" dell'Unità d'Italia, artefice di un capolavoro diplomatico che solo qualche anno prima sarebbe stato inimmaginabile, Piero Ottone traccia un ritratto politico-esistenziale agile ma esaustivo (con qualche amaro confronto con la realtà odierna). Ne sonda il temperamento freddo e risoluto ma animato da grande passione, ne esplora gli affetti, il rapporto con il padre, e gli umori (era un ciclotimico sempre in bilico tra euforia e depressione). Racconta gli amori avventurosi e complicati di un uomo al tempo stesso romantico e libertino.
Longanesi editore, 2011


Silvano Montaldo
Le Langhe di Camillo Cavour. Dai feudi all’Italia unita
Uno sguardo sul laborioso divenire di questo territorio, le Langhe, nella sua fase sette-ottocentesca, a partire da alcune linee guida: la dimensione politico-istituzionale, le trasformazioni del paesaggio rurale e urbano , l’economia e il sistema viario, le articolazioni della società, il ruolo che le Langhe hanno avuto come luogo di soggiorno e di investimento per la nobiltà e i Savoia, il rapporto tra le Langhe e la famiglia Cavour gli ambiti della memoria risorgimentale e delle prime raffigurazioni artistiche.
Catalogo Skira della mostra di Alba


Lorenzo Del Boca
Il Risorgimento Disonorato
Quanti ladri? E quanti truffatori? È nata male l'Italia... non soltanto per il modo affrettato di mettere insieme regioni e tradizioni spesso troppo distanti fra loro ma perché, confusi con patrioti che, sinceramente, credevano di rischiare la vita per un ideale di patria, si è mescolata una genìa di arraffatori la cui unica preoccupazione era arricchirsi. In fretta. Rubavano nel Piemonte e rubavano nelle regioni meridionali appena conquistate. Rubavano nei mesi della repubblica Romana e rubavano agli albori dell'unità d'Italia. Ippolito Nievo cui era stata affidata la cassa dei Mille "perché unico onesto" tenne bilanci rigorosi che era disposto a portare in parlamento. Finì in fondo al mare, vittima, probabilmente, di un attentato. Questioni di soldi attraversano l'epoca gloriosa del Risorgimento che la tradizione storica ancora presenta come un'epoca disinteressata, animata soltanto dagli immortali ideali di Patria.
UTET ed., 2011


Giovanni Fasanella, Antonella Agrippo
La storia del Risorgimento che non c'è sui libri di storia (Saggi)
L'Italia non è cambiata. È diventata quello che oggi è perché è nata così ed è stata raccontata in un certo modo. La retorica risorgimentale, piena di nobili intenti, eroi senza macchia, politici geniali e lungimiranti, è stata il tappeto sotto cui abbiamo nascosto la polvere della nostra storia per centocinquant'anni. E così, se oggi si vuole capire questo Paese "malato", affetto da vizi endemici che paiono inestirpabili, forse sarebbe bene ripercorrere i primi giorni della sua vita. E ciò che fa questo libro, andando a riannodare un filo rosso fatto di intrighi, malavita e malaffare che ha il suo capo proprio nel modo in cui l'Unità fu prima realizzata e poi gestita. Il trasformismo in politica, la corruzione, la tendenza a scendere a patti con i poteri forti, a utilizzare agenti segreti per scopi non istituzionali, a servirsi della criminalità, a sfruttare per ragioni di Stato l'opera di terroristi e rivoluzionari.
Sperlig & Kupfler Editore, 2011


Maurizio ARAGNO
Nizza e Savoia. Come e perché divennero francesi (e lo rimasero)
In occasione del 150° anniversario della cessione di Nizza e Savoia alla Francia l'autore va alla ricerca delle cause remote e contingenti di una separazione, apparentemente consensuale, fra popoli uniti da secoli sotto la stessa bandiera. Dopo un breve cenno sulle origini dello stato sabaudo si ripercorrono le tappe salienti di una "lunga marcia" che, nel volgere di quasi nove secoli, ha portato uno stato "di qua e di là dai monti" ad espandersi, consolidarsi ed infine a dissolversi nel giro di poche settimane. Vengono esaminati quegli aspetti della storia risorgimentale che hanno contribuito a favorire l'allontanamento dei territori transalpini dal regno di Piemonte-Sardegna per giungere alla convulsa cronaca dei mesi precedenti i plebisciti (ampiamente forzati) che sancirono la definitiva separazione. Partendo dalla constatazione che la volontà popolare ebbe un' influenza minima sulle politica dei governi, si è cercato di lasciare spazio a testimonianze di personaggi, anche minori, coinvolti nelle vicende oggetto della narrazione, mettendo il più possibile in evidenza fatti poco noti, senza dimenticare i problemi di una non facile integrazione con la nazione francese. L'ultima parte dell' opera è dedicata ai rapporti, spesso conflittuali, fra i due versanti delle Alpi, ed alla riscoperta di un'identità regionale, distinta dal centralismo parigino, che ha favorito la recente nascita di movimenti autonomistici.
Ed. Ananke 2011


Gustavo MOLA di NOMAGLIO, Italo PENNAROLI, Roberto SANDRI GIACHINO
Come Torino visse la cessione di Savoia e Nizza. Discussioni parlamentari e Opinione pubblica
Gli autori hanno voluto rievocare l’impatto che essa ebbe nei territori toccati dall’evento: il Piemonte e la Valle d’Aosta a fianco della Savoia e del Nizzardo, destinati a essere non più coesa compagine di uno stesso stato e partecipi di una stessa identità di popoli. In sede storiografica il dibattito attorno alla cessione resta vivo anche ai giorni nostri e fa registrare numerosi interventi, talora di segno diverso e decisamente contrastante, al di qua come al di là delle Alpi. Il saggio presenta una dimensione alquanto inusuale per la nostra rivista, in quanto in esso confluiscono i contributi distinti di tre autori che, concorrendo a formare una visione complessiva e concordante dei fatti, è parso utile fondere in un unico insieme.
Ed. Centro Studi Piemontesi, 2010 (Estratto da “Studi Piemontesi”, giugno 2010, vol. XXXIX, fasc. 1.)


Adriano VIARENGO
Cavour
Per ricostruire non solo la carriera pubblica – i successi politici, gli intrighi finanziari, le cospirazioni –, ma la complessa psicologia dello statista torinese Adriano Viarengo attinge ai giornali, agli epistolari e ai diari di Cavour, a quelli dei suoi amici e dei suoi avversari: ne emerge un affresco completo e aggiornato del nobile piemontese, che non tralascia di presentare le tensioni familiari e il temperamento autoritario, la tenace aspirazione al cambiamento, le fragilità, le incertezze del personaggio.
Salerno editore 2010


Lucio VILLARI
Bella e perduta (L’Italia del Risorgimento)
Dal 1796 al 1870 vi è stato un tempo della nostra storia nel quale molti italiani non hanno avuto pania della libertà, l'hanno cercata e hanno dato la vita per realizzare il sogno della nazione divenuta patria. È stato il tempo del Risorgimento quando la libertà significava verità. Anzitutto sentirsi partecipi di una Italia comune, non dell'Italia dei sette Stati, ostili tra loro e strettamente sorvegliati da potenze straniere. La conquista della libertà "italiana" è stata la rivendicazione dell'unità culturale, storica, ideale di un popolo per secoli interdetto e separato, l'affermazione della sua indipendenza politica, la line delle molte subalternità alla Chiesa del potere temporale, l'ingresso nell'Europa moderna delle Costituzioni, dei diritti dell'uomo e del cittadino, del senso della giustizia e del valore dell'eguaglianza ereditati dalla rivoluzione francese.
Laterza Editore 2009


Aldo Alessandro MOLA
Italia, un Paese speciale (voll. 4)
In occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, Edizioni del Capricorno propone ai lettori una collana dedicata alla storia del Risorgimento. “Italia. Un Paese speciale” è un’innovativa serie di 4 volumi in cui lo storico Aldo Mola ricostruisce tutte le tappe dell’epopea risorgimentale, dall’età franco-napoleonica fino al 17 marzo 1861, giorno della proclamazione del regno d’Italia, e oltre. Gli eventi politico-militari e le ragioni culturali che hanno portato alla nascita di un sentimento di identità nazionale: non solo guerre, trattati e diplomazia, ma anche letteratura, editoria, musica, arte, scienza, canti popolari: un affresco inedito dell’Italia dell’Ottocento, popolato da una galleria di personaggi fondamentali per la creazione dello Stato unitario: Napoleone, Carlo Alberto, Mazzini, Cavour, Garibaldi, Pio IX,Vittorio Emanuele II, Francesco Giuseppe, Napoleone III, Manin, Radetzky; i Borbone, i Mille.., ma anche Manzoni, Giusti, Carducci, Verdi, Mameli, D’Azeglio. E ancora: il racconto delle battaglie, brani antologici, documenti inediti e un apparato iconografico straordinario, oltre 400 immagini, molte delle quali rarissime o inedite. Una lettura su più livelli, agile, rigorosa ma incalzante.
Ed. Il Capricorno 2011


Pier Francesco LISTRI
Grande Dizionario Storico dell’Unità d’Italia
L’intenzione è grande. Più che grande, ambiziosa. Più che ambiziosa, enciclopedica.Grandi e ambiziosi d’altronde son stati (e continuano ad essere) i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Ambizione è la stessa Italia, come soleva ripetere il maestro Indro Montanelli. Da qui a trasporre grandezza e ambizione in un’opera enciclopedica passa tanto coraggio. Lo ha avuto Pier Francesco Listri, grazie all’appoggio della casa editrice Bonechi, in quanto esperto in materia e già avvezzo ad opere simili (“Dizionari di Firenze e della Toscana”, “La grande storia di Firenze” e altri). Per lunghi anni giornalista, capo redattore, editorialista de «La Nazione» Pier Francesco Listri ha collaborato con grandi giornali come «L’Espresso» e riviste come «Il ponte» di Calamandrei.
Ed. Bonechi 2011


Giancarlo MELANO
Testimone del Risorgimento: Il Museo Storico Nazionale d’Artiglieria di Torino
Ed. Centro Studi Piemontesi 2011


AA.VV.
Verso i 150 anni dell’Unità d’Italia. Nazione e cittadinanza.
Atti del Convegno di Studi, Torino, Scuola di Applicazione, 3 dicembre 2009, Torino, Fondazione “Filippo Burzio”
Il volume, con un’Introduzione di Valerio Zanone, Presidente della Fondazione “Filippo Burzio”, raccoglie gli interventi del Convegno “Verso i 150 anni dell’Unità d’Italia” Nazione e cittadinanza, tenutosi il 3 dicembre 2009 a Torino, presso la Scuola di Applicazione e Istituto di Studi Militari dell’Esercito, Palazzo dell’Arsenale: Walter Barberis, Italiani, un’identità di lungo periodo; Valerio Castronovo, L’ascesa a una società industriale avanzata ma con vecchie e nuove ipoteche; Gianni Oliva, L’Esercito, strumento dell’Unità d’Italia; Massimo L. Salvadori, Problemi passati e presenti dello Stato Unitario.
Ed. Centro Studi Piemontesi, 2010


Simonetta TOMBACCINI
La vie de la Noblesse Nicoise
Il volume descrive e analizza le mentalità, i costumi e lo stile di vita della nobiltà nizzarda nel periodo 1814-1860, cioè dalla restaurazione della monarchia sabauda fino alla cessione della contea di Nizza alla Francia. È nel corso di tale periodo, interessante per il persistere di usanze antiche e l'affacciarsi di comportamenti nuovi, che l'autrice segue i membri di un centinaio di famiglie nella loro quotidianità, di alcuni, quali Ignazio Thaon di Revel, Antonio Tonduti della Scarena, Ignazio Ribotti di Molières, Giuseppe Trinchieri di Venansone, Giovanni De Foresta, svolsero un ruolo, anche di primo piano, nel regno di Sardegna. Questo viaggio nella vita quotidiana dei maggiorenti di Nizza si conclude con le scelte che operarono nel 1860, al momento della cessione della contea alla Francia. Come in altre occasioni, ognuno decise in funzione dei propri interessi e idealità. Non cessarono però i rapporti di parentela e di amicizia tra questi Nizzardi, divenuti oramai cittadini di due Stati.
Ed. Centro Studi Piemontesi 2010


Raffaello MORELLI
Lo sguardo lungo - Il principio di separazione Stato e religioni è il sempreverde innestato da Cavour (1861-2011)
L'anniversario dell'Unità d'Italia coincide con quello del lancio da parte di Cavour del principio di separazione tra Stato e religioni. Un'occasione da afferrare per riflettere sulla necessità di rendere questo principio un principio istituzionale chiave. Sperimentalmente, è l'unico sistema adatto ad inquadrare la diversità nella convivenza tra cittadini, producendo un maggior grado di libertà e di benessere materiale. Il problema affrontato in questo libro non è perciò cosa ciascun cittadino voglia essere, se credente o no e di quale confessione e cultura. È come convivere meglio, alla luce dell'esperienza, tra cittadini diversi, credenti, non credenti e di molte culture. La risposta al problema è il principio separatista, da cui segue la laicità delle istituzioni. Che, di fatti, non serve a far prevalere una convinzione specifica spingendo i cittadini ad essere identici e nelle mutue relazioni statici. Serve a fondare la convivenza sulla sovranità dei diversi invece che sull'autorità di un potere. Così da usufruire del loro spirito critico, delle loro iniziative, delle loro relazioni innovative e da evolvere nel tempo.
Editore TTS 2011


Guglielmo GALLINO
Edmondo De Amicis tra Risorgimento e Socialismo
L’Autore ha scelto di privilegiare il riferimento a testi di De Amicis forse meno noti al grande pubblico, ma che sottolineano il volto, forse più autentico, di un intellettuale non ripiegato sulla retorica o sulle circonvoluzioni poetiche , ma concretamente schierato su linee ideologiche che l’identificano come uno scrittore di confine fra il Risorgimento e il Socialismo.
Donnedizioni 2009


Carlo FRUTTERO – Massimo GRAMELLINI
La Patria, bene o male, Almanacco essenziale dell’Italia unita (in 150 date)
Non sembra il caso di suggerire ai nostri lettori di non aspettarsi i grandiosi affreschi di Tucidide o Tacito, di Machiavelli o Gibbon. Tutti sanno che non siamo storici e non avremmo comunque il mestiere e il genio per guardare a tali altezze. Ma da quei maestri una lezione l'abbiamo pur appresa: la Storia obiettiva, la Storia imparziale, la Storia definitivamente veritiera non esiste, può essere soltanto un'aspirazione, una meta intravista e irraggiungibile. Ogni pagina di questo libro è arbitraria e contestabile. Abbiamo scelto 150 giornate a nostro avviso significative, distribuendole equamente fra i quindici decenni dell'Italia Unita. A ogni capitoletto di questa ormai lunga vicenda abbiamo cercato di dare un taglio narrativo, di partire da un particolare più vivido per evitare ai nostri lettori la triste impressione del grigiore scolastico. Sono 150 racconti contratti, ridotti all'essenziale e dolorosamente privi di infiniti risvolti, sacrifici dettati dalle necessità grafiche del quotidiano torinese "La Stampa" che ha avuto l'idea e che ha pubblicato nei mesi scorsi queste pagine. Il nostro intento era di offrire un'infarinatura di storia d'Italia a tutti coloro che ne hanno perso memoria o non l'hanno mai avuta.
Edizioni Montatori 2010


Pierre-Joseph PROUDHON
Contro l’unità d’Italia (articolo scelti)
Il provocatorio titolo del volume rispecchia il pensiero di Proudhon, sia nei due articoli in cui polemizza con Mazzini e Garibaldi, accusati di aver sacrificato i loro ideali e le loro lotte sull'altare dell'unità, svendendosi a un re conservatore, sia nel più sistematico saggio breve in cui a partire dal processo di unificazione italiana riprende la sua concezione dello Stato, della democrazia e del federalismo. Leggere oggi la prosa chiara e moderna del Proudhon "italiano" ci offre un punto di vista differente e originale sulla nostra storia, solo in parte riconducibile alle correnti critiche nostrane (Gramsci, il meridionalismo). E più di uno spunto di riflessione sui problemi atavici dell'Italia, e su termini come "federalismo", tornati in auge abusati e a sproposito - nell'agone politico degli ultimi anni. Il libro è corredato da introduzione e prefazione di due storici esperti in materia di Risorgimento.
Miraggi Editore 2010


Simone MAGHENZANI e Giuseppe PLATONE (a cura di)
Riforma, Risorgimento e Risveglio
Il volume a cura di Simone Maghenzani e Giuseppe Platone si prefigge di riflettere sui fenomeni storici che hanno maggiormente caratterizzato il protestantesimo in Italia - ovvero Riforma, Risorgimento e Risveglio evangelico - nonché sulle sue prospettive contemporanee, sia all'interno del suo ambito sia nello spazio pubblico. Ed è soprattutto rispetto a quest'ultimo che, nel volume, i protestanti italiani aprono uno stimolante confronto con intellettuali vicini, ma certo non interni, quali Alberto Melloni, Giulio Giorello e Gabriella Caramore. Ne emerge uno spazio sociale in cui le caratteristiche salienti del protestantesimo - il senso di responsabilità individuale e di autodeterminazione in campo etico, oltre che la laicità dello Stato - possono rivelare la loro preziosa carica innovativa. Saggi di: Pietro Adamo, Eugenio F. Biagini, Dora Bognandi, Gabriella Caramore, Remo Cristallo, Giacomo Carlo Di Gaetano, Emanuele Fiume, Daniele Garrone, Giulio Giorello, Domenico Maselli, Roberto Mazzeschi, Alberto Melloni, Stefano Molino, Paolo Naso, Paolo Ricca, Massimo Rubboli, Timothy C.F. Stunt, Letizia Tomassone.
Claudiana Editore 2011


Giorgio RUFFOLO
Un paese troppo lungo (l’unità nazionale in pericolo)
L'unità nazionale del nostro paese è sempre stata malsicura, minacciata, mai veramente attuata. E non si può certo dire che in questi anni, cosi vicini al 150° anniversario dell'Unità, il problema si stia risolvendo; anzi, sono sempre più forti quelle spinte che, in forme storiche sempre diverse, hanno puntato a una dissoluzione dello stato unitario. Se ci fu un momento in cui avrebbe potuto essere il Sud, unificato dai Normanni e dagli Svevi, a costituire il nucleo e il motore dell'unità italiana, quell'occasione sfumò e ciò che non riuscì a Federico II dovette aspettare l'Ottocento per essere compiuto. Da subito il grande movimento del Risorgimento rischiò di invischiarsi nella palude dell'anti-risorgimento, ma se i pericoli per l'unità italiana furono nei secoli scorsi il nazionalismo violento e oppressivo del fascismo, o il potere temporale della Chiesa cattolica, non si può dire che oggi manchino le minacce, da una forma di populismo privatistico antagonista del sentimento patriottico, a una decomposizione del tessuto nazionale, presente al Nord in forme provocatorie ma tutto sommato pacifiche, e incombente al Sud nella secessione criminale delle mafie.
Einaudi Editore 2009


Le foto della vostra festa

IL RISORGIMENTO ITALIANO VISTO DAGLI STUDENTI

Eventi

Il calendario eventi, i convegni e le iniziative per i 150 anni dell'unità d'Italia.

Esperienza Italia 150°

 

Cartine storiche

Una raccolta di immagini di stampe, cartine e mappe del risorgimento italiano.

Giovani e risorgimento

Il risorgimento italiano visto dagli studenti.

Libri

I libri sul tema del Risorgimento.

Atti

I documenti e gli atti dei convegni.

La visita virtuale al museo REALE MUTUA ASSICURAZIONI - TORINO

 

Il Museo è visitabile gratuitamente tutti i mercoledì dalle 17.00 alle 18.00 senza prenotazione e dal lunedì al giovedì dalle 8.00 alle 13.00 previo appuntamento (tel. 011-4312320 - museostorico@realemutua.it)

 

Visitate la galleria fotografica del museo. Vai alla fotogallery

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I PROSSIMI APPUNTAMENTI

 

11/05/2011

Il canto degli Italiani”. Musiche risorgimentali dai fondi della Biblioteca Reale di Torino

17:00 - Coro dell’Università degli Studi di Torino (direttore Sergio Pasteris, maestro sostituto Massimo Pitzanti, pianista Diego Mingolla).

Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (Piazza Carlo Alberto 3 –Torino)

 


 

10/05/2011

La Cessione di Nizza e Savoia alla Francia

17:00 - Presentazione degli atti del convegno

Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (Piazza Carlo Alberto 3 –Torino)

 


 

05/05/2011

ASINARI di CASASCO. Una famiglia piemontese che ha operato da Asti all’Europa

17:00 - Presentazione del volume di Vittorio Asinari di Bernezzo

Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (Piazza Carlo Alberto 3 –Torino)

 


 

09/04/2011

Convegno: NOI C'ERAVAMO

CONVEGNO: Le Società di Mutuo Soccorso nel Risorgimento

Auditorium Baralis - Via Marro, 8 - PINEROLO (TO)

 


 

19/03/2011

I magnifici 150.

11:00 - Mostra dei disegni dei "Magnifici Ventiquattro" alunni di una classe IV di Torino e di alcuni bambini italiani di Torino
Proiezione del video "Torino mi piace... Berlino mi piace perchè..."
16:00 - "Peppino eroe dei due mondi" fiaba illustrata
17:00 - Musica e canzoni

Warschauer str. 16 - Berlin

 


 

16/03/2011 - 17/03/2011

NOTTE TRICOLORE

In occasione della Notte Tricolore che animerà la città di Torino, il palazzo del Rettorato (via Po, 17 - Torino) sarà aperto al pubblico dalle ore 19.00 del 16 marzo alle ore 03.00 del 17 marzo 2011
Presso il Palazzo degli Istituti Anatomici (C.so Massimo D’Azeglio, 52 / via Pietro Giuria, 15 – Torino), in collaborazione con la Città di Torino e la Regione Piemonte, saranno aperti al pubblico con entrata libera dalle ore 18.00 alle ore 24.00

TORINO

 


 

14/03/2011 - 09/04/2011

UNA SCUOLA VERSO L'UNITA'

Libri, documenti ed oggetti originali dell’epoca,per una ricostruzione “concreta” del periodo risorgimentale

Istituto Comprensivo“VIVALDI-MURIALDO”Via Casteldelfino, 24 TORINO

 


 

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